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L'ereditá di Jorgund

Topic in 'Racconti Singoli' iniziato da RagnarKosta, 11 Giugno 2019.

  1. RagnarKosta

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    Mentre ero seduto alla mia scrivania a Raptor mi accorsi di una missiva posata sul tavolo. Dopo aver preso il tagliacarte la aprì e iniziai a leggere.

    Caro Ragnar,
    Ti ricorderai sicuramente di me, Jorgund. Mi presentai a Kattegat diversi decenni addietro, come un mercante proveniente da terre lontane. In vero le terre da cui provengo non sono poi così lontane. Vengo da Veltis, da un piccolo villaggio mercantile chiamato Skalgard.

    Ho seguito per anni i tuoi movimenti, informandomi sulle tue vicende e studiando le tue gesta con occhio vigile e scrupoloso. Ho saputo dell'abbandono di Kattegat, della fondazione di Uria e del tuo ritiro a Raptor.

    Ragnar, ho bisogno del tuo aiuto. Anche io sono un lord come te, ma sono ormai prossimo alla morte. La mia famiglia ha servito per anni tuo nonno Bjorn, e anche se non ne sei mai venuto a conoscenza, siamo sempre stati legati ai Lothbrok. I miei figli e il mio popolo hanno bisogno di una guida. Hanno bisogno di un re saggio e deciso che li protegga in questi giorni densi di sangue e pericoli. Contro Umbra, contro il male che alberga la nebbia che ha cinto d'assedio Aegloseth.

    Siamo a Veltis, nei confini a nord. Oramai non sorge il sole da settimane. E senza il sole non c'è più vento che possa gonfiare le nostre vele. Noi viviamo di questo, di commercio e navigazione.

    Ragnar, torna dal tuo popolo. Io so che nel profondo della tua anima c'è ancora l'eco e il richiamo degli dei di Asgard. Torna ad essere il re del popolo norreno.

    Non c'è più tempo. Spero di poterti incontrare un'ultima volta.

    In fede, Jorgund

    Posai la missiva sul tavolo e andai verso la finestra per poi scrutare l'orizzonte. E nella notte più buia ricordai Kattegat, ricordai la mia terra, la candida neve e il silenzio dei boschi. Ricordai il rumore del ferro battuto dai martelli dei fabbri. Ricordai i canti di gloria dei compagni sulle drakkar di ritorno da memorabili scorrerie. Ricordai il profumo della birra e della carne arrosto, oltre che il rumore della legna che scricchiolava nel fuoco della brace.

    Domani partirò per Uria, e poi mi dirigeró a Veltis. E non importa chi mi si parerá davanti, che sia un uomo o un demone. Io tornerò dal mio popolo, e mai più lo abbandoneró, finché avró fiato. La mia unica ambizione d'ora in poi sarà curare coloro che servo come re e come guida. Perché quello che ho imparato nel mio ritiro spirituale é che non c'è gloria nelle azioni di un uomo, se queste azioni non sono rivolte a proteggere i propri cari, il proprio popolo. Raccoglieró l'eredità di Jorgund e salveró Skalgard.
     
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  2. Toretto

    Toretto Membro Attivo

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    Finalmente hai capito vecchio re...il tuo sangue lega indissolubilmente il tuo destino ai gelidi anfratti del nord, alla tua terra... il tuo ruolo nel mondo è servire, già...ma servire il tuo popolo... non puoi essere un Re se non hai un popolo, e tu non puoi, non puoi...non essere un RE!
     
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  3. Aiacus

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    Che la Luce ti guidi Ragnar il Norreno, guida la tua gente in questo momento oscuro, servono uomini come te in queste terre.
     
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