Ritornerò da voi

Topic in 'Racconti Singoli' iniziato da Xyleborn, 15 Aprile 2019.

  1. Xyleborn

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    CAPITOLO UNO



    [​IMG]

    Passai una settimana circa in barca, in largo mare, era quasi buio e stavo per perdere le speranze di sopravvivere.

    - Sono morto, pensai.

    Rivolsi lo sguardo verso la cassa di legno, sulla mia barca, la aprii.
    Trovai un pezzo di pane e un sorso d'acqua in una bottiglietta di vetro.
    Mi sdraiai sulla barca, con le lacrime agli occhi, disperato.

    - Ed ora? Che farò? Dissi tra me e me. Dovrò farla finita adesso? O aspetterò che la morte verrà a prendermi?

    Sembravo un pazzo, parlavo da solo per non sentirmi solo.

    Il tempo passava come passava l'acqua in un torrente, quella stessa acqua che se ne stava andando come la mia vita, disteso qui su questa barca, a disperarmi.

    Osservai le stelle.

    - Oh, una stella cadente! La fissai fin quando la luce non si disperse in quel buio fitto.

    Qualcosa toccò la mia barca.

    Mi alzai e cercai di capire cosa stesse succedendo, mi guardai attorno.
    La barca non si muoveva più, il buio non mi permetteva di vedere molto. Il pavimento era illuminato leggermente dalla Luna. Allungai la mia mano destra verso il pavimento, era soffice, leggermente umido, ma soffice. Strinsi la mia mano e mi accorsi che era sabbia. Sul mio volto spuntò un sorriso, le forze che avevo perso, le ritrovai in un batter d'occhio.

    - Terra ferma.. Finalmente..

    Presi il mio equipaggiamento: Una picca e una spada di ferro, oltre alle scorte.
    Ero stanco, avevo sonno, ma non potevo dormire. Non ora.
    Scesi dalla barca impugnando la mia spada, avevo un nodo allo stomaco, l'ansia mi stava divorando l'anima, mi tremavano le gambe dalla paura che provavo.
    Mi fermai e diedi un ultima occhiata alla Luna, prima di avventurarmi.

    - Ti prometto che tornerò a casa, Loren, te lo prometto.

    Impugnai la mia spada e mi feci strada senza una meta.

    Attorno a me c'era dell'erba, man mano che camminavo, mi allontanavo sempre più dalla sabbia, fino a trovare sul mio cammino della terra e dell'erba. Mi sentivo come un lupo solitario.
    Inciampai su qualcosa, caddi a terra ma per fortuna non mi feci nulla, mi sedetti su quella cosa, sembrava del legno, c'era del legno a terra e un falò spento.

    - Qualcuno sarà passato di lì.

    Esclamai con preoccupazione.

    Cercai di accendere un fuoco e con molta difficoltà e tanta fortuna ci riuscì. Accesi un falò.
    Spostai quel pezzo di legno verso la Luna e la contemplai. Mi persi nei miei pensieri, tra cui mia moglie, mio figlio.


    [​IMG]

    Si sentì un rumore provenire accanto a me, con il nodo alla gola e con tanta paura mi alzai e impugnai subito la mia spada, pronto a difendermi.

    - Una mucca? Che cosa sei?

    Cercai di capire cosa fosse, mi avvicinai con cautela fin quando quel qualcosa, divento un qualcuno.
     
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    #1 Xyleborn, 15 Aprile 2019
    Last edited: 16 Aprile 2019
  2. Xyleborn

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    CAPITOLO DUE

    - C..-C.. Che cosa sei?!

    La sua pelle era verdastra, aveva una maglietta tutta strappata, emanava un cattivo odore, sembrava puzza di morto.
    Dietro quell'essere, c'era una caverna, buia. Sembrava proprio che quell'essere fosse venuto da lì.

    - Grrawaaawh


    [​IMG]

    Si voltò verso di me, forse avrà sentito il mio odore.

    - Che cosa vuoi?! Stai là!

    Cercai di intimarlo, la paura mi stava divorando l'anima.

    - Fermo!

    Urlai con tutta la mia voce.

    - Graaaaawag

    Si lanciò verso di me correndo, io mi misi in guardia con la mia spada di ferro e lo aspettai.
    Arrivò a circa 30 centimetri di distanza, quando con l'ausilio della mia spada lo trafissi, istintivamente.
    Il suo corpo rimase fermo, mi fissò dritto negli occhi.
    Guardai i suoi occhi ed erano neri, come faceva a vedermi?
    Cercò di avvicinarsi con la bocca, voleva mordermi.
    Lo spinsi, buttandolo a terra.


    [​IMG]

    - Che cosa sei?!

    Cercai di avviare un discorso con quell'essere, ma si limitò a rimanere in silenzio.
    Lo tenevo per il collo, fermo, mentre con la mia spada mi tenevo pronto a dargli il colpo di grazia.

    - Graawgaag grrr

    Cercò di mordermi ma una carica di adrenalina mi salì lungo la schiena. Gli diedi il colpo di grazia, decapitandolo successivamente.

    - Mi dispiace..

    Un senso di colpa colpì la mia coscienza, ma non era ancora arrivato il momento di riposare.

    [​IMG]

    Altri due suoi simili uscirono da quella caverna e si avventarono contro di me con fare minaccioso, ma per fortuna non ero solo.
    Un lupo venne in mio soccorso, si lanciò al collo di quell'essere e lo sgozzò.
    Io non rimasi fermo, con le mani in mano, attaccai il mio avversario con un fendente dritto al collo e decapitai anche quest'altro.
    Questi esseri dalle sembianze umane non sembrano avere conoscenza di combattimento, sembra che non abbiano nemmeno un intelligenza.
    Cosa sono? Non riuscii ad avere una risposta, l'unica risposta fu combattere per la sopravvivenza.

    Alla fine del combattimento, quel lupo mi abbaiò, cercava di parlarmi.

    - Cosa c'è cucciolo?

    Mi fece segno di tornare al falò, così camminammo insieme verso quest'ultimo.

    - Grazie per avermi aiutato.

    Sembrava proprio che quel lupo capisse quello che dicevo: rispose scodinzolando.

    Appena arrivati al falò, catturò la mia attenzione abbaiando e mi fece segno verso quegli esseri morti e poi abbaiò verso il fuoco.
    Voleva forse farmi capire che quegli esseri hanno paura del fuoco? O della luce? Sarà per questo che sono usciti da quella caverna?
    Le forze mi stavano abbandonando, ero affamato, assetato, in queste condizioni non resisterei ancora per molto.

    La mia vista si oscurò, svenendo successivamente.
     
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  3. Xyleborn

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    CAPITOLO TRE

    A volte non diamo valore alla nostra vita, a volte non diamo valore a quello che abbiamo, a chi abbiamo al nostro fianco.
    Siamo fatti così, ci accorgiamo del suo valore solo quando lo abbiamo perso, solo quando è lontano da noi.
    Ci accorgiamo del suo valore solo quando non possiamo averlo con noi.

    Mi svegliai con il sole e il vento in faccia, mi guardai attorno, ero solo.

    - Dove è andato quel lupo? Sarà stato un sogno?

    Mi alzai da terra e mi guardai attorno, cercando di capire cosa stia succedendo.
    Mi incamminai verso il campo di battaglia di ieri notte e diedi un occhiata in giro.
    Mi toccai lo stomaco, la fame iniziava a farsi sentire e anche tanto.

    - Fermo là! Chi sei?

    Una voce con tono minaccioso mi urlò contro di fermarmi, così feci, non opposi resistenza.

    Quell'uomo si avvicinò verso di me, indossava un armatura in ferro con al centro un logo a forma di lupo, forse era una testa?

    - Come ti chiami, giovane? Domandò.
    - Mi chiamo Dayan, signore. Risposi.
    - Cosa ti ci porta qui?
    - Sono sbarcato ieri notte, ho affrontato un lungo viaggio per cercare un lavoro e poter portare del pane alla mia famiglia.
    - Sei sbarcato nel posto sbagliato, giovane. Questa terra è maledetta.

    Alle sue parole rimasi sconvolto, i miei occhi si allargarono incredulo. Una forte sensazione di ansia annebbiò la mia mente.

    - C..- Come sarebbe a dire che.. che.. è maledetta!?
    - Il mio lupo mi ha detto che sei stato attaccato ieri da tre zombie.

    Il suo lupo?! Vorrà forse dire che il lupo di ieri è il suo?

    - Zombie? Domandai perplesso.
    - Sono degli esseri umani colpiti da una maledizione. Rispose
    - Capisco.

    Dopo quella piccola conversazione, l'uomo rinfoderò la sua spada.

    - Grazie per avermi aiutato e per avermi risparmiato, signore.

    Dopo averlo ringraziato, mi voltai per tornare indietro.

    - Aspetta, questo potrà aiutarti a sopravvivere qualche giorno in più.

    Mi voltai e vidi quell'uomo prendere dalla sacca dietro le spalle, una pagnotta di pane e un contenitore in pelle, penso fosse acqua.
    Allungai le mie mani verso la pagnotta e la divorai, la mangiai con foga, come se non avessi mai visto del cibo.
    Dopo aver divorato quella pagnotta, afferrai quel contenitore e mi accorsi che era acqua, la bevvi tutto in un fiato.

    - Se vuoi, a nord c'è un villaggio. Adesso devo andare, buona fortuna avventuriero.

    Dopo che quell'uomo finì di dire l'ultima parola, si voltò e se ne andò, scomparendo nell'erba alta. Non mi diede neanche il tempo di ringraziarlo.

    Dopo aver mangiato quella pagnotta mi sentii sollevato, recuperai le forze.
    Tornai all'accampamento e decisi di andare a nord, in quel villaggio.
    Presi il mio equipaggiamento e mi incamminai tutto il giorno.
    Mi fermai per riprendere fiato e mi guardai attorno. Notai una casa diroccata.
    Mi avvicinai in quella casa diroccata e l'unica cosa che c'era fu una cassa semi aperta, la aprii e notai un acciarino e una torcia.

    Coincidenze?

    Guardai meglio e trovai una mezza pagnotta di pane, meglio di niente. Presi la pagnotta e la conservai nella mia sacca di stoffa, nel mentre il sole tramontò e la luna iniziò a splendere, illuminando la terra. Con quell'acciarino accesi la torcia e lo conservai, poteva tornami utile un acciarino.

    - E' arrivato il momento, devo andare a nord.


    Mi incamminai, ma durante il tragitto, mi sentii costantemente osservato. Che cosa stava succedendo? E' veramente maledetta questa terra?

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